Studiamo, studiamo e studiamo, ma poi, che senso ha studiare tanto se col passare del tempo dimentichiamo tutto?

Oggi proverò a dare una risposta ad uno tra i più diffusi dubbi tra gli studenti: «Quanto spesso devo ripassare una certa informazione per non dimenticala mai più?»

Prima o poi, qualsiasi studente se lo chiede. Anch’io me lo son chiesto e credo di aver trovato una buona soluzione. Si chiama spaced repetition, ma potresti averla già sentita nominare anche come ripetizione spaziata o ripetizione dilazionata.

In questo articolo ti spiegherò esattamente in cosa consista e come applicarla sfruttando le flash cards e applicazioni per smartphone e computer.

Che cos’è la spaced repetition?

La spaced repetition è una tecnica mnemonica che ti consente di ricordare delle informazioni per periodi temporali sempre più lunghi, potenzialmente per sempre. Insomma, un po’ il sogno di tutti gli studenti.

Si fonda su un fenomeno chiamato effetto di spaziatura e sulla curva dell’oblio.

Ma andiamo con ordine. Tutto ha inizio grazie al filosofo e psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus. Fu lui che per primo teorizzò la curva dell’oblio e l’effetto spaziatura in un saggio che pubblicò nel 1885.

In sostanza, capì che il nostro cervello ricorda meglio le informazioni se entriamo con queste con una certa cadenza temporale. Tra breve ti dirò quale sia quella migliore per ottimizzare i tuoi sforzi, ma prima un po’ di teoria ti aiuterà a capire meglio come applicare la spaced repetition.

La curva dell’oblio

Per ricordare, abbiamo bisogno di dimenticare.

La curva dell’obblio, rappresenta graficamente il tempo di permanenza nella memoria di un certo ricordo.

Dopo una settimana da quando hai studiato per la prima volta del materiale, se non effettui ripassi, su per giù ricorderai il 3% delle informazioni.

Fatichiamo tanto per riuscire ad avere una buona preparazione e poi ne scordiamo la maggio parte. È frustrante – e lo so bene, ahimè – ma è una necessaria parte del processo di apprendimento. In ogni caso, non fartene un cruccio, stai per scoprire come sfruttare questi meccanismi a tuo vantaggio.

L’effetto spaziatura

Altro risultato degli esperimenti di Ebbinghaus fu la teorizzazione dell’effetto spaziatura, secondo cui è decisamente più efficace memorizzare delle informazioni tramite una distribuzione nel tempo dei ripassi. Studiare tutto il materiale durante un’unica sessione è improduttivo.

Venendo ad una applicazione pratica: è molto meglio studiare un po’ ogni giorno piuttosto che studiare come un pazzo la mattina dell’esame.

I benefici sulla memorizzazione a lungo termine di informazioni sono tanto più evidenti quanto più le ripetizioni sono l’una più distante dall’altra.

Insomma, se col fine di memorizzarlo a lungo termine ripeti cento volte un certo nome nel giro di pochi minuti, sarà molto meno efficace di ripeterlo dieci volte nel giro di mesi, se non anni.

Come applico la ripetizione spaziata?

Esistono diverse teorie sulla miglior frequenza di ripasso del materiale per memorizzarlo a lungo termine. Quella con cui io mi trovo meglio consiste nell’effettuare i ripassi con questa cadenza:

  • 20 minuti dopo aver finito di studiare do’ un rapido sguardo a tutto il materiale;
  • 1 ora dopo aver finito il primo ripasso, do’ un secondo guardo;
  • 1 giorno dopo do una lettura leggermente più approfondita rispetto a quella dei precedenti ripassi e preparo delle mappe mentali; da questo punto in poi utilizzerò solo queste per effettuare i ripassi;
  • 1 settimana dopo l’ultimo ripasso, metto le mappe mentali sul tavolo e mentalmente o a voce alta, ricapitolo i concetti più importanti, argomentando;
  • 1 mese dopo ripeto la routine;
  • 6 mesi dopo ripeto la routine.

Crea delle mappe mentali

Dovessi leggere e rileggere interi tomi tutte le volte, nel lungo periodo, con l’aumentare degli argomenti da ripassare, sarebbe impossibile adottare la ripetizione spaziata.

Creando delle mappe mentali, è molto più semplice ripassare grosse quantità di materiale.

Inoltre, nel creare la mappa mentale, lo si fanno davvero propri i concetti che vuoi apprendere.

Questo è il metodo che adotto più spesso io. Sia durante gli anni del liceo scientifico che adesso che studio Biotecnologie, nella maggior parte dei casi,  era richiesta l’elaborazione e memorizzazione di una grossa quantità di concetti, pertanto le mappe mentali sono perfette per poterli sintetizzare e ripassare.

Adotta il metodo flashcard

Poniamo però che tu debba scolpire nella tua mente tutti i nomi delle capitali europee, associandoli al relativo stato. Oppure immagina di dover memorizzare le principali funzioni degli organi dell’apparato digerente.

In un caso come questi potrebbe essere poco funzionale creare delle mappe mentali.

Se devi memorizzare dati o concetti molto sintetici, è più congeniale adottare il metodo flashcard. Valuta tu con quale ti trovi meglio di volta in volta.

Imposta dei promemoria

Che tu preferisca leggere e rileggere per intero i capitoli, utilizzare il metodo flashcard o le mappe mentali, non importa. Di certo, se vuoi applicare la ripetizione spaziata, dovrai premurarti di trovare un buon metodo per ricordare quando fare i ripassi. Così non fosse, l’efficacia della spaced repetition andrebbe a vanificarsi.

Non sovraccaricare inutilmente la tua mente. Imposta dei promemoria. Sarà il tuo smartphone a ricordarti quando tu debba ripassare quello o quell’altro argomento.

Impostare di volta in volta cinque promemoria può essere una gran noia – infatti non lo faccio più. In un sol colpo il mio iPhone imposta tutti i promemoria per me grazie allo shortcut che ho creato grazie all’app Commandi, disponibile da iOS 12 sui dispositivi della Mela.

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