Se sei in un luogo pubblico, alza la testa dal tuo iPhone e guardati attorno. Cosa sta facendo la maggior parte delle persone attorno a te?

Sta usando lo smartphone.

Ho indovinato?

Molto probabilmente lo stai usando anche tu, ma per ottime ragioni: sei sul mio blog e stai leggendo un articolo che, mi auguro, cambierà in meglio il tuo modo con cui interagisci con quell’oggettino che tanto ami.

Un’abitudine nociva

Se esiste un’abitudine che rovina la qualità del nostro tempo è, senza dubbio, il continuo e incontrollato utilizzo dello smartphone.

Studiare col telefonino acceso è di certo uno dei migliori modi per esser certi di non studiare affatto. Se, come me, sei uno studente, sai certamente a cosa mi sto riferendo.

La dipendenza da smartphone è un problema sempre più diffuso, concreto e tangibile.

Non dobbiamo farcene una colpa. Il nostro smartphone e le applicazioni sono stati intenzionalmente progettati per creare addiction.

Non possiamo eliminare completamente il problema, salvo privandoci dello smartphone – cosa che, francamente, mi sembra una scelta eccessiva e che porta più danni che benefici.

Possiamo cercare di capire meglio le ragioni della dipendenza da telefonino e adottare alcune modifiche per minimizzare gli effetti negativi del telefono sulla nostra persona.

Vediamoli assieme!

Lo smartphone non è il nemico

Notifiche

Le notifiche sono nate con la finalità di farti controllare il telefono meno. I propositi erano buoni, i risultati non alterttanto.

Di norma, quando una persona ti chiama, ti manda un messaggio o una mail, è perché desidera interagire con te. Molte applicazioni simulano la sensazione che scaturisce da questo genere di interazioni umane e la sfruttano a loro vantaggio.

È sufficiente sentire il tintinnio della suoneria del tuo smartphone per perdere la concentrazione e sentirti divorare dalla voglia di controllare la schermata delle notifiche. E finché non lo fai la mente resta là, a pensare a chissà che hai ricevuto.

Il meccanismo di addiction delle notifiche è basato sulla loro imprevedibilità: non sai quando riceverai una bella o una cattiva notifica. Non è molto diverso da quello delle slot machines.

Senza la loro componente di imprevedibilità, le notifiche perderebbero il loro potere.

Il primo passo per un utilizzo più intelligente del proprio smartphone e del proprio tempo è bloccare tutte le notifiche che non nascano da un’interazione con un essere umano in carne e ossa.

Social network

Lo stesso meccanismo di imprevedibilità delle notifiche è adottato da molteplici applicazioni, nella fattispecie social network e client mail. Ad ogni aggiornamento della schermata Home non puoi mai sapere se saranno presentati contenuti interessanti o meno, così continui ad aggiornare e aggiornare e aggiornare.

Per propria natura, l’essere umano tende a cercare un inizio e una fine in tutto. Ti faccio un esempio banale ma efficace: hai presente la barra di caricamento? Hai mani notato che ti dà una sensazione piacevole vederla? Se ciò così è, appunto, perché ti offre la possibilità di vedere l’inizio e la fine di un processo; lo sostiene Daniel Engberg in Come la barra di avanzamento ci fa stare bene.

Nella schermata Home di moltissimi social network esiste un inizio ma non esiste una fine. Puoi scorrere all’infinito la Home. Ciò ti fa precipitare in un vortice senza fine, da cui è difficile uscire.

È pertanto che ti consiglio di eliminare qualsiasi applicazione che non abbia un’effettiva e reale utilità pratica per te. E se proprio non riesci a fare a meno di alcune app che generano dipendenza, ti consiglio di provare Forest, un’app progettata per arginare la dipendenza da smartphone.

Può sembrare paradossale utilizzare un’applicazione su smartphone per arginare la dipendenza da smartphone. Non fermarti alle apparenze e prova.

Bianco e nero

Il modo più semplice per tenere incollati i tuoi occhi su uno schermo sono i colori. Un ultimo accorgimento che puoi adottare per ridurre la tua dipendenza da smartphone è impostare la scala dei grigi sui tuoi schermi.

Non sarà facile

Adottare tutti questi accorgimenti non è facile, ma non è neanche impossibile.

Lo ammetto. Pur conoscendo come funzionino i meccanismi di dipendenza messi in gioco dalle app e dal mio smartphone, ancora mi capita di continuare a cascarci di tanto in tanto.

Ciò che senza dubbio è cambiato rispetto a prima di adottare queste strategia è che oggi faccio un uso più consapevole del mio iPhone. Ho persino disattivato le notifiche di WhatsApp. Se una persona ha urgenza di contattarmi mi telefona.

È difficile far accettare ai miei amici e familiari di non poter entrare in contatto con me quando preferiscono, ma si stanno abituando.

Se permettiamo a una notifica di far deviare la nostra attenzione, non abbiamo più il controllo di noi stessi. Io sto provando, con fatica, a riprenderlo. E tu?

Tristan Harris

Prima di salutarti, per approfondire i temi trattati, ti consiglio di dare uno sguardo al sito di Tristan Harris, designer e fonte principale per la creazione di questo articolo. Nel giugno del 2016 ha pubblicato un interessantissimo TED talks che è entrato di diritto nella mia lista dei 10 migliori TED talks che abbia guardato.

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