Dall’ottobre del 2018 studio con grande passione Biotecnologie farmaceutiche.

Alcune cose non le si capisce finché non le si prova, nonostante i suggerimenti di familiari, amici e parenti – o di un blogger col blog giallo. Tuttavia, la mia speranza, è di poterti essere d’aiuto. Se sei fresco di immatricolazione e stai per iniziare il tuo percorso universitario, leggi attentamente queste righe e abbi un po’ di fiducia in me. Non te ne pentirai.

Tornando indietro di qualche mese questo è esattamente ciò che avrei voluto leggere o sentirmi dire.

Lo dico ora e vale per tutto il resto di questo documento. Prendi i consigli che sto per darti come validi in linea di massima, non come regole ineluttabili. Il mio obiettivo è apprendere al meglio ed andare spedito nel mio percorso accademico, e questo è un punto fermo. I miei suggerimenti si adattano di conseguenza di situazione in situazione. È pertanto che di tanto in tanto ti segnalo degli esempi di quando quel modus operandi è stato adottato o stravolto.

Mettiti comodo – o comoda – e buona lettura.

Scegli ciò che ti appassiona

Scegliere il proprio percorso accademico non è facile. «Cosa faccio all’università?» è stata la domanda che mi ha perseguitato durante gli anni del liceo, facendosi sentire ancor più prepotentemente durante la quinta liceo.

Alla fine non essendomi deciso mi sono preso un anno sabbatico per chiarirmi le idee. Per me è stata la scelta vincente. Non è stato un anno perso. È stato un anno investito. Come ogni investimento è previsto un certo gradi di rischio, ma son stato felice di affrontarlo. I frutti del mio investimento li raccolgo ogni giorno che mi sveglio felice per andare all’università a studiare ciò che amo e li raccoglierò per tutta la vita, lavorando in un campo che mi appassiona.

Se ciò che stai facendo non ti piace, cambialo. Meglio rischiare di sprecare un anno che una vita intera.

Non prendere però questa decisione frettolosamente. Specialmente se sei agli inizi potresti non essere completamente convinto della tua scelta. Capita a tutti di avere momenti bui durante il proprio percorso accademico. Non lasciare che siano questi a muoverti nella scelta.

Volendo essere pragmatico, se hai già iniziato gli studi e stai pensando di non aver preso la giusta via per te, prima di effettuare la rinuncia agli studi, attendi qualche settimana. Rifletti e non fare mosse frettolose.

Io ho cambiato idea da un giorno all’altro, e non è stato piacevole. Sebbene lo reputi un errore – perché se oggi sono ciò che sono è anche grazie alla mia instabilità decisionale dell’epoca – prendere decisioni su base emozionale e non razionale non sempre è una buona mossa. Io sono stato fortunato.

Nuovo gioco, nuove regole

Durante le scuole superiori non ero mai stato tanto in biblioteca come all’università. Rispetto al liceo, lo studio all’università è completamente diverso, così come lo è il modo di prendere appunti e seguire le lezioni.

È necessario uscire dagli schemi passati e entrare nei nuovi. E non è facile.

È indispensabile maturare la consapevolezza di dover pensare secondo nuovi paradigmi. I vecchi non valgono più. Ciò che andava bene alle superiori non va necessariamente bene all’università e, anzi, può essere dannoso.

Se alle superiori poteva bastarti studiare il giorno prima del compito, all’università non è così che funziona. Lo studio deve essere continuativo e costante. E chi ti dice che non è necessario studiare tanto, mente. Sono necessarie tante ore e altrettanta passione.

Prendi la tua carta di identità. Cosa c’è scritto accanto alla voce Professione? «Studente», scommetto. Studiare è un lavoro a tutti gli effetti.

Se alle superiori potevi cavartela leggendo e ripetendo meccanicamente le pagine del tuo libro, all’università non hai tante speranze di andare avanti. È richiesta una certa dose di rielaborazione dei dati. Non basta saper dire ciò che è contenuto nel libro. Devi rielaborarne il contenuto, arricchirlo, farlo tuo.

Per questa ragione delle volte può rivelarsi utile studiare da più testi. Ciò che non ti è chiaro da uno potrebbe esserti chiaro se spiegato in modo differente, da un altro ancora.

Se non comprendi davvero ciò che studi, data l’enorme mole di materiale da incamerare in memoria, senza capire davvero i contenuti delle materie che ti sono proposte, non sarai in grado di ricordarlo. Se ancora non l’hai, è giunto di creare un metodo di studio su misura per te e le tue esigenze.

Altre differenze sostanziali che ho notato rispetto al liceo sono nella strategia da adottare per scegliere cosa studiare. Perché scegliere? Perché in alcuni casi può essere meglio focalizzarsi su alcuni esami. E perché? Perché ci sono esami che valgono più CFU e altri che valgono meno CFU, alcuni propedeutici a un’infinità di esami, altri a meno, altri ancora a pochi.

Alle superiori ogni materia aveva lo stesso peso, dunque dovevi cercare di ottenere risultati alti in tutte le materie e prepararle tutte entro le date del compito, decise dai docenti. Con ciò non intendo dire che ci siano esami più importanti e altri meno importanti. Intendo dire che possono esserci esami più urgenti e meno urgenti.

Mi spiego meglio. Se Matematica ed elementi di statistica è propedeutica a tutti gli esami del primo e del secondo anno, è meglio che dia l’esame presto e bene: presto perché altrimenti rischi di andare fuori corso, bene perché mica per niente è propedeutica a così tanti esami, senza delle buone basi matematiche non puoi costruire la conoscenza necessaria per superare quegli esami. E con presto intendo entro il primo anno. Se Fisica non è propedeutica a nessun esame e devi scegliere se concentrarti a preparare o Fisica o Matematica, è meglio che ti concentri sulla seconda, visto quanto detto.

Se però hai anche l’esame di Chimica generale ed è propedeutico a materie del secondo semestre, ecco allora che è meglio che di assoluta priorità a questo esame. Poi ti concentrerai su Matematica ed elementi di statistica e poi, infine, su Fisica.

Al liceo non è così che funziona. Tutto è importante, e inoltre non puoi permetterti il lusso di scegliere tu entro una serie di date quando dare quella verifica o quell’altra. Ecco cosa intendo con uscire dai passati paradigmi.

Studia con continuità, con un buon metodo

Se alle superiori potevi permetterti di ridurti a studiare gli ultimi giorni prima della verifica e spuntarla comunque, all’università non è così che funzionano le cose. «Nuovo gioco, nuove regole»: ricordi?

La miglior cosa che tu possa fare è studiare con continuità e costanza.

Di norma il programma che dovrai affrontare per seguire un certo esame è disponibile sul sito del tuo corso di studi, nella pagina del docente che tiene le lezioni. Nella medesima troverai altre utili informazioni, come le modalità di esame e i prerequisiti. Se non dovessi reperire tali dati sul sito del docente, contattalo via mail chiedendogli la cortesia di farti sapere quali saranno gli argomenti su cui verteranno le sue lezioni.

Fare ciò ti sarà molto utile per sfruttare al meglio le lezioni. Prima di seguire la lezione, dai una lettura a ciò di cui si tratterà nella lezione successiva. Appena terminata la lezione rivedi i tuoi appunti presi col metodo Cornell o con mappe mentali – sono questi i migliori metodi di note taking che conosca. Scegli un giorno in cui dedicare un paio d’ore al loro riordino e ripasso.

Non saltare le lezioni

Se hai la fortuna di avere un professore che è là per te, per aiutarti, perché ignorare questa opportunità? Non importa che tu abbia o non abbia l’obbligo di frequenza, sfrutta questo prezioso vantaggio. Un’ora di lezione ben spesa sono almeno tre in meno sui libri.

I professori, inoltre, sono di norma disponibilissimi – per ora non ne ho ancora incontrato uno che non lo sia. Quando, dopo aver studiato, alcuni dubbi proprio non riesci a levarteli, puoi trattenerti qualche minuto dopo la lezione per chiarirli col docente, oppure scrivergli via mail o concordare un appuntamento nel suo ufficio.

Lo stesso discorso lo applicherei ai tutoraggi, anche se, ancora una volta, non può essere preso alla lettera. Ci sono casi e casi. Personalmente mi è capitato di non poter essere presente ad alcune esercitazioni con tutor perché al momento era prioritario concentrarmi sulla preparazione di alcuni esami. Le ragioni puoi dedurle dal paragrafo precedente.

Non saltare i parziali

Alcuni studenti per motivi a me ignote saltano in blocco tutti i parziali, preferendo sempre dare direttamente i totali. Non nego che anche a me sia capitato, ma è stato per ragioni strategiche.

Come detto e ridetto, all’università non valgono più le regole del liceo. E spero di non risultare noioso a ripeterlo e ripeterlo ancora. È un punto molto importante da tenere a mente appena entrati all’università.

Avere una buona preparazione è importante, ma se studi con regolarità non sarà un tuo problema. Dunque non devi temere di prendere un cattivo voto. Dai comunque l’esame parziale o totale.

Se dovessi non superarlo, non è la fine del mondo. Puoi rifiutare il voto, prepararti meglio e ridarlo. In compenso avrai capito come sia strutturato l’esame, quale sia l’approccio del docente e quali siano i tuoi punti deboli. Avrai un ottimo punto di partenza per la successiva occasione.

Un conto è saltare una prova per buone ragioni, tutt’altro è saltarle tutte perché si teme di prendere un votaccio.

Quali siano o non siano le buone ragioni dipende da caso a caso. È relativo.

Durante il primo semestre di università, in cui era possibile dare solo esami di base, ho scelto di posticipare un esame perché intendevo dare precedenza a Chimica generale, molto importante per il mio corso di studi. Non a caso Chimica generale è propedeutico alla quasi totalità degli esami, a iniziare dal secondo semestre. Se non avessi costruito solide basi in tale materia avrei zoppicato per tutti gli anni a venire; ne non avessi superato affatto l’esame non avrei potuto dare due esami del secondo semestre e tutti quelli del secondo e terzo anno.

È per queste ragioni che ho preferito dare a Chimica generale priorità rispetto al solo altro esame, che darò durante la sessione estiva del primo anno. Non uscirò fuori corso.

Saltare esami parziali o totali, tuttavia, non è la norma e non dovrebbe esserlo. Lo dico ancora una volta, sperando di non essere noioso.

Se prendessi con tanta leggerezza tutti gli esami, inizialmente pensando di dare il totale al primo appello disponibile, poi giungendo a pensare di darlo alla prossima sessione e alla prossima ancora e alla prossima ancora finiresti fuori corso.

Ci devono essere valide motivazioni per scegliere di non dare un parziale, non seguire delle lezioni di tutoraggio o dare un esame totale alla sessione successiva. Quali siano per te buone ragioni, puoi valutarlo solo tu.

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