Se speri che dopo aver letto queste righe, senza alcuna fatica, senza costanza e senza lasciar trascorrere il tempo necessario tu avrai acquisito le nuove abitudini che desideri entrino a far parte delle tue giornate, carissimo mio lettore, lascia che te lo dica. Non è così che funziona.

Nessuna cosa grande compare all’improvviso, nemmeno l’uva, nemmeno i fichi. Se ora mi dici: “Voglio un fico”; ti rispondo: “Ci vuole tempo”. Lascia innanzitutto che vengano i fiori, poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino.

Epitteto

Le nuove abitudini, buone o cattive che siano, non si sviluppano magicamente dal giorno alla notte.

Cos’è un’abitudine?

Il processo di formazione di un abitudine potremmo idealmente scomporlo in:

  • trigger: è il segnale che suggerisce al nostro cervello di entrare in modalità automatica;
  • routine: è ciò che in molti confondono con l’abitudine, sebbene ne sia solo una parte;
  • gratificazione: è ciò che ci spinge al voler ripetere una certa esperienza.

Per esempio, poniamo che tu, di passaggio davanti a un fast food, avverta un intenso odore di patatine fritte (trigger). Entri nel fast food, ordini le patatine fritte, ti siedi e le mangi (routine). Il gusto delle patatine ti appaga (gratificazione).

Perché si formano nuove abitudini?

Scommetto che quando ti lavi i denti non pensi adesso porto su lo spazzolino, ora giù, ora sù, ora giu, lo sposto sugli incisivi superiori, su, giù, su, giù… Lo fai e basta. È un’abitudine che hai acquisito – si spera! Ma perché?

Pensa alla prima volta che hai messo piede in una macchina per imparare a guidare. Come ti sentivi dopo qualche minuto di guida? Stanco, scommetto. Dovevi concentrarti interamente sulla guida. Anche solo un piccolo brusio di sottofondo poteva essere fastidioso.

Col crescere dell’esperienza, hai maturato delle abitudini. Ora puoi guidare per ore senza sentirti assonnato. Mentre guidi chiacchieri, ascolti la radio, la tua mente è libera di divagare senza doversi concentrare unicamente su ciò che fai.

Le abitudini si formano perché il cervello è sempre in cerca di modi per risparmiare energie. Se deve ripetere tante volte la stessa cosa, non vale la pena di doverci ripensare a fondo tutte le volte. Quando un abitudine si forma, il cervello non partecipa più al processo decisionale, dunque risparmia energie.

Come creare una nuova abitudine?

A questo punto sappiamo come e perché si formino le abitudini. Cerchiamo di capire come sfruttare queste conoscenze a nostro vantaggio.

Se vuoi creare artificialmente una nuova abitudine devi:

  • individuare un buon trigger;
  • definire una gratificazione.

La routine che poni tra trigger e gratificazione, è ciò che vuoi automatizzare.

Per chiarire le cose, faccio un esempio. Tra i tuoi buoni propositi per l’anno nuovo c’è d’essere più in forma, così scegli di svegliarti presto la mattina per andare a correre. Queste potrebbero essere considerate due nuove abitudini, ma per semplificare le cose, concentriamoci sull’andare a correre, la routine.

Un buon trigger in questo caso potrebbe essere indossare la tuta da ginnastica e le scarpe da corsa. Una buona gratificazione potrebbe essere una piacevole doccia calda da fare dopo la corsa. Ciò che dovrai fare per fare tua questa nuova abitudine sarà ripetere la routine per un certo periodo.

Quanto tempo occorre per sviluppare nuove abitudini?

Secondo alcuni per adottare una nuova abitudine sono necessari 21 giorni, secondo altri mesi. Secondo me, studentello di Biotecnologie – e non ancora né psicologo né neuroscienziato –, vista la mia esperienza di vita, dipende. Ci sono abitudini più facili da implementare, altre più difficili, che necessitano di più tempo. Dirti che sia necessario un determinato numero di giorni è a mio modestissimo parere una eccessiva semplificazione.

I migliori libri sulle abitudini

Se vuoi approfondire questi argomenti, ti consiglio di leggere La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg.

La gran parte delle informazioni che ho tratto per scrivere queste righe provengono da questo scritto in cui si tratta di come si formino le abitudini, di quanto massicciamente influenzino nella vita di tutti i giorni e di come queste possano essere cambiate.

È stato per me un libro illuminante.

Attenzione: per ragioni a me ignote, la versione cartacea del libro di Charles Duhigg in analisi ha un titolo differente rispetto a quello della versione Kindle: si intitola Il potere delle abitudini.

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